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Decima Edizione
2 settembre 2018

Settembre! Eccolo qua. Alla fine è arrivato davvero. Forza e coraggio amici, si ricomincia! 💪💪💪
 
Un saluto da noi due, Francesca (sempre da NYC) e Vittoria (a Torino ancora per qualche giorno).
 
In America questo è un weekend di ponte, lunedì è Labor Day, l’ultimo saluto all’estate che ufficialmente inizia con Memorial Day e culmina con July Fourth. 🎆

Per chi è interessato, molti siti web fanno grandi svendite per invogliare i consumatori a fare acquisti per l’autunno che incalza. 🍂

Che la shopping therapy aiuti a combattere la malinconia della fine delle ferie? 🛍️ Fatecelo sapere.
 
Come sempre, se America 101 vi piace, vi invitiamo a spargere la voce. Il link per iscriversi è qui. 💌

Se avete suggerimenti per argomenti da trattare o cose che vi incuriosiscono, scriveteci. ✍️

Stiamo pensando di creare un podcast! Qui vanno molto di moda. In Italia come siamo messi? Quali sono i vostri preferiti?
 
Bando alle ciance -- veniamo alla settimana appena trascorsa.

Tenetevi forte!

Politica 101

La settimana è stata un po’ come il film “Quattro matrimoni e un funerale” – con la differenza che di matrimoni c’è stato solo quello della Ferragni (che non copriremo, you’re welcome) e che di funerali ce ne sono stati due, entrambi importantissimi.

Si tratta di quello della regina della soul music Aretha Franklin (ne parliamo in Cultura 101) e quello di John McCain.

 



🇺🇸 Il lungo addio a John McCain 🇺🇸
 
Il funerale di McCain è stato officiato sabato mattina, ma il feretro del senatore è stato esposto mercoledì a Phoenix, nel Campidoglio dell’Arizona (lo stato che rappresentava), poi in Campidoglio a Washington DC venerdì.

Migliaia di persone hanno reso omaggio al senatore in entrambi i luoghi.
 
Un lungo addio a McCain, uno statista prima che un politico, rappresentante di una tradizione che anteponeva il paese al partito.

Nel contesto iper-polarizzato attuale, la morte di McCain ha stimolato una riflessione sui valori fondamentali della democrazia americana, ed è servita come un momento unificante per tutti i suoi cittadini, indipendentemente dal colore politico.
 
Tutti tranne uno.
 
Grande escluso dalle celebrazioni per McCain è stato proprio Trump, che sotto molti punti di vista incarna la versione contemporanea del modo di fare politica in America, diametralmente opposta alla tradizione in cui McCain si collocava.
 
Tante le cose successe questa settimana che hanno messo Trump in cattiva luce: la sua risposta asettica (su Twitter) alla morte del senatore, la diatriba sulle bandiere alla Casa Bianca (tenute a mezz’asta per un finesettimana, poi rialzate lunedì, poi riabbassate), il fatto che Trump abbia evitato di rispondere a domande su McCain in varie occasioni in cui la stampa lo aveva incalzato, il fatto che Trump abbia aspettato fino a lunedì per rilasciare una dichiarazione ufficiale su McCain (questo dopo aspre critiche e richieste esplicite da parte della Legione Americana e di altri gruppi di veterani).
 
Non ci soffermiamo su questi dettagli riguardo alle polemiche per fare gossip, ma per esprimere il livello di tensione che esiste in questa stagione politica negli Stati Uniti.

Secondo alcuni, il comportamento di Trump in questa situazione esprime la sua incapacità di / indisponibilità ad assumere il ruolo di leader morale del paese.
 
In questo contesto, McCain ha esercitato quel ruolo in via postuma.
 
Lo ha fatto con una dichiarazione rilasciata dopo la morte, un messaggio di addio agli americani ricco di pathos e di onestà intellettuale in cui si legge: “Ho cercato di servire il nostro paese con onore. Ho commesso degli errori, ma spero che il mio amore per l’America venga considerato nel controbilanciarli. Ho spesso affermato di essere la persona più fortunate al mondo. Sono di questo parere anche ora che mi preparo per la fine della mia vita. Ho amato la mia vita, tutta.”

[Riguardo agli errori – McCain è stato spesso oggetto di controversie. Più informazioni qui.]
 
Anche il fatto che McCain abbia chiesto a personaggi quali Barack Obama e George W. Bush di servire da oratori per il suo elogio funebre è un chiaro segnale dell’amore di McCain per la patria.

Sia Obama che Bush lo hanno sconfitto nelle elezioni presidenziali -- Bush vincendo la nomination repubblicana nel 2000, Obama nel 2008 quando McCain era il candidato del GOP. 
 
Il significato di questa scelta è stato spiegato in modo eloquente da Grant Woods, il primo capo di gabinetto per McCain.
 
In un’intervista con CNN venerdì sera, mentre sullo schermo scorrevano le immagini in diretta dei visitatori che rendevano omaggio a McCain in Campidoglio a DC, Woods ha detto:
 
“Il messaggio è che siamo tutti americani. Combattiamo. Nessuno ha combattuto più aspramente di George Bush contro McCain, o Barack Obama contro McCain. Si sono scontrati con forza. Qualcuno ha vinto, qualcuno ha perso. Ma la persona che è stata sconfitta, il giorno dopo, si è rialzato e ha chiesto: ‘come posso essere d’aiuto? Lavoriamo insieme.’ Perché alla fine della fiera, come vediamo, non ha importanza. Guarda quella fila di gente lì. Sono repubblicani o democratici? Non lo so, ma quello che so è che sono americani.”
 
Lo stesso messaggio è stato amplificato proprio da Obama, da Bush, e dai familiari di McCain durante la funzione di sabato alla National Cathedral a Washington DC.

Bush ha detto che McCain era onorevole perché “riconosceva sempre che i suoi opponenti erano comunque patrioti ed esseri umani”.

Obama ha detto che nonostante le differenze di opinione con McCain, “non abbiamo mai avuto dubbi sul patriottismo dell’altro, e che alla fin fine eravamo parte della stessa squadra.”
 
Non sono mancati i riferimenti alla retorica di Trump (mai nominato direttamente) e al clima politico attuale negli Stati Uniti.
 
Obama ha parlato di come “una così grande parte della nostra politica, della nostra vita pubblica, del nostro discorso pubblico, può sembrare piccolo e meschino. Il trafficare in insulti e in spacconeria. Le controversie fasulle, l’indignazione creata a tavolino. È una politica che fa finta di essere coraggiosa e forte, ma che in realtà è basata sulla paura.” McCain, ha detto Obama, “ci spingeva ad essere migliori”.
 
Ancora più esplicitamente, parafrasando lo slogan di Trump, Meghan McCain (una delle figlie del senatore) ha detto che “L’America di John McCain non ha bisogno di essere resa grande, perché grande lo è sempre stata."
 
A rappresentare l’amministrazione al funerale di McCain c’erano tra gli altri Ivanka Trump e Jared Kushner, insieme al capo di gabinetto John Kelly e al consigliere per la sicurezza nazionale John Bolton e il segretario della difesa James Mattis.

Quest'ultimo aveva accolto il feretro di McCain all’arrivo dopo il trasporto in Air Force One da Phoenix a Joint Base Andrews (la base militare è in Maryland, vicino a DC).
 



Muellerlandia e provincia
 
• Un altro lobbista connesso a clienti filo-russi collabora con Mueller.
Sam Patten si è dichiarato colpevole di non essersi registrato come agente di un governo estero nella sua attività di lobbying per clienti ucraini, e ha ammesso di aver aiutato un oligarca ucraino a comprare quattro biglietti per l’inaugurazione di Trump. L’acquisto conta come una contribuzione economica nei confronti di Trump da parte di agenti esteri, e pertanto è illegale. È la prima volta che una simile transazione dall’estero a beneficio di Trump è documentata. È uno sviluppo importante. (NYT)
 
• Manafort vuole spostare il suo secondo processo da DC a Roanoke, Virginia, dove spera in una giuria più favorevole. Sempre questa settimana è emerso che Manafort stesse cercando di raggiungere un patteggiamento con Mueller in connessione con il processo a DC. La discussione non è andata a buon fine. Qui l’articolo originale del WSJ, qui un’analisi di Vox sulle implicazioni di questa notizia per l’indagine del procuratore speciale.  
 
• Papadopoulos, che sta cercando di convincere gli inquirenti a dargli una sentenza più leggera, dice che Trump e Sessions avevano accolto favorevolmente la sua proposta di organizzare un incontro con Putin durante la campagna elettorale. Questa asserzione appare in una memoria presentata agli atti dagli avvocati di Papadopoulos venerdì sera riguardo al meeting del 31 marzo 2016. Sessions, in un’udienza in parlamento, aveva affermato di essersi espresso contro l’idea presentata da Papadopoulos. (BuzzFeed News, CNN)
 
• Su Twitter, Trump ha accusato NBC di aver editato in modo fraudolento la sua intervista con Lester Holt, girata e trasmessa a Maggio 2017. Nell’intervista, Trump dice che l’indagine sulla collusione con la Russia era un fattore tra quelli che lo hanno motivato a licenziare Comey. È poco chiaro cosa il presidente voglia suggerire con questo tweet: che il tweet tradisca una preoccupazione riguardo all’accusa di ostruzione della giustizia? Non lo sappiamo, ma è interessante notare come l’attacco di Trump contro i media sia giunto al punto di mettere in discussione la realtà. È anche importante notare come Trump non abbia mai mosso questa accusa prima di ora, ad oltre un anno dall’intervista. (CNN, AP)
 
• Bruce Ohr, il funzionario del Dipartimento di Giustizia che è diventato il bersaglio preferito di Trump per le sue presunte (e alquanto labili) connessioni con il cosiddetto “dossier” di Fusion GPS, è stato intervistato da membri del parlamento questa settimana. Qui trovate un po’ di contesto su Ohr. Durante l’intervista, Ohr ha detto che Christopher Steele, l’informatore inglese che ha redatto il “dossier”, gli avrebbe comunicato che membri dell’intelligence russa ritenevano di avere Trump “in pugno”. I dettagli qui.
 



Aggiornamento Elezioni 🗳️
 
È stata una settimana importante in Arizona, Florida e Oklahoma. Qui un buon riassunto e qui una buona analisi.
 
Interessante anche quello che sta succedendo in Texas, dove il democratico Beto Rourke sta diventando una celebrità nazionale nel suo scontro con Ted Cruz per il senato. Trump ha appena annunciato che terrà un rally per Cruz a Ottobre. Su Twitter c’è chi nota il fatto che Cruz, durante la campagna elettorale del 2016, ha detto peste e corna su Trump in varie occasioni. La coerenza non tira in politica.
 
E non è mai troppo presto per incitare la base ad andare ai seggi. In un incontro a porte chiuse con i leader evangelici, Trump chiede il loro aiuto per ottenere il voto della comunità durante le elezioni di midterm, paventando il fatto che una sconfitta dei repubblicani causerebbe scontri violenti fomentati da Antifa. (CNN)
  


 
Aggiornamento sul “ciaone” presidenziale 👋
 
Sessions sulla rampa di lancio verso il ciaone.
È probabile che Trump si libererà del procuratore generale dopo le elezioni di Midterm, lo si deduce dall’intervista del presidente con Bloomberg che trovate qui (da notare che nella stessa intervista, Trump ha definito l’indagine di Mueller come “illegale”). La cosa interessante è che altri membri del partito repubblicano sembrano essersi rassegnati all’idea: Lindsey Graham per esempio ha detto che è necessario che in quel ruolo ci sia qualcuno che gode della fiducia del presidente.
 
Il consigliere legale della Casa Bianca Don McGahn lascia il posto 
Lo ha annunciato Trump in un tweet. Settimane fa era emerso che McGahn aveva collaborato con l’indagine Mueller partecipando ad interviste per un totale di 30 ore in nove mesi. Le conversazioni infastidivano Trump, il quale non era informato dei dettagli sul loro contenuto. La voce che McGahn si sarebbe ritirato però era in circolazione da prima che la collaborazione di McGahn con Mueller venisse riportata. (CNN)
 



Altre cose sul nostro radar: 🔍

Il numero delle vittime dell’uragano Maria a Porto Rico sale da 64 a circa 3,000 (per darvi un’idea, Katrina uccise 1,200 persone). Trump ha difeso il modo in cui la sua amministrazione ha gestito la crisi. (Miami Herald)

L’udienza per confermare Brett Kavanaugh, nominato da Trump come prossimo giudice della Corte Suprema, avverrà martedì. I senatori partecipanti cercheranno di capire se Kavanaugh difenderà la decisione Roe v. Wade in materia di aborto e la sua posizione riguardo al ricusarsi nell’eventualità che la corte debba esaminare casi legati al presidente e all’indagine di Robert Mueller. Su questo secondo punto, per il momento non sembra che Kavanaugh sia interessato a ricusarsi. (ABC)
 
Trump contro Google.
In vari tweet recenti (qui, qui, qui) Trump ha accusato Google, Facebook e altri giganti del settore tech di condurre una campagna di soppressione di notizie positive riguardanti l’amministrazione, con l’intento di influenzare il pubblico contro Trump. Google ha risposto dicendo che il motore di ricerca è imparziale. Nel frattempo il figlio del presidente, Don Jr., si dice favorevole alla creazione di un social network alternativo a Facebook per i sostenitori di Trump. (The Verge, The Hill)
 
Immigrazione.
Mentre è emerso che oltre 500 migranti minorenni sono ancora separati dalle loro famiglie, il Washington Post riporta che è in aumento la casistica di cittadini americani in zone di frontiera che stanno subendo la revoca del passaporto sulla base di dubbi riguardo all’autenticità dei loro certificati di nascita. (Washington Post)

Economia 101

L’economia USA cresce sopra le stime 📈
L’economia USA è cresciuta del 4.2% nel secondo trimestre del 2018, un valore più alto di quanto precedentemente stimato dagli analisti, in parte grazie ad un calo delle importazioni e ad una maggiore crescita della spesa aziendale sui software. Si tratta del secondo periodo di maggiore crescita dal 2014. (Bloomberg)

Nuovo accordo commerciale tra Stati Uniti e Messico (e forse Canada)
 🇲🇽 🇨🇦
Lunedì il presidente Trump ha annunciato un nuovo accordo commerciale con il Messico che potrebbe sostituire il NAFTA, in vigore dal 1994. Il nuovo accordo dovrebbe durare 16 anni e imporre nuove regole tra cui un innalzamento delle quote minime di componenti “made in nord america” per la produzione di veicoli a motore. Il Canada, terzo membro del NAFTA, ha espresso interesse nel nuovo patto commerciale ma per ora i termini dell'accordo con Ottawa sono ancora in fase di negoziazione. (CNN).

La Coca Cola compra la catena di caffè Costa Coffee ☕
Lo scorso venerdì Coca Cola ha acquisito per 5,1 milioni di dollari la catena di caffè britannica Costa Coffee, che conta 3.800 punti vendita in trentadue paesi. L’acquisizione sembra segnare una nuova tappa nella “guerra del caffè” dopo che a maggio la Svizzera Nestlé aveva acquisito il diritto esclusivo di vendere prodotti dell’americana Starbucks in tutto il mondo. (CNBC)

Ambiente 101

Facebook mira a diventare 100% verde entro il 2020
Lo scorso Aprile, sia Apple che Google avevano annunciato di aver raggiunto i propri target di sostenibilità diventando società interamente alimentate da energie rinnovabili. Per il momento Facebook fa affidamente sull’energia pulita per il 50% delle sue attività, ma in un comunicato stampa rilasciato martedì scorso la società di Menlo Park ha annunciato l’intenzione di tagliare del 75% le emissioni di gas serra e di arrivare a utilizzare unicamente energia rinnovabile entro il 2020. (Reuters)

La California potrebbe diventare al 100% verde entro il 2045
Martedì l’assemblea statale della California ha approvato un disegno di legge che propone l’utilizzo esclusivo di energie rinnovabili entro il 2045. Se la legge sarà approvata dal senato, la California diventerà il secondo stato dopo le Hawaii dove entro il 2045 si dovrà usare esclusivamente energia verde per legge. (Fortune)

Le origini dell’epidemia di Borreliosi
La malattia di Lyme, nota anche come Borreliosi, è una malattia infettiva di origine batterica che colpisce gli animali da pascolo e che può essere trasmessa all’uomo se si viene punti da una zecca infetta. Negli ultimi anni è diventata une delle malattie infettive a più rapida diffusione negli Stati Uniti. Su Slate, Jim Harding espone un'interessante teoria sulle origini dell’epidemia che potrebbe essere in parte causata da un cambio della gestione dei terreni agricoli nel nord-est degli Stati Uniti che un tempo erano in mano a produttori di legname—che avevano interesse a contenere i danni provocati dagli insetti—mentre oggi sono prevalentemente controllati da investitori immobiliari interessati esclusivamente al valore della terra. (Slate)

Cultura 101

L’addio ad Aretha Franklin a Detroit
Più di 4,000 persone (ed un centinaio di Cadillac rosa) si sono riunite per l’ultimo saluto alla regina del soul Aretha Franklin in una cerimonia durata circa nove ore al Greater Grace Temple di Detroit. Molte le performance canore degne di nota, come ad esempio quella di Ariana Grande che ha cantato “Natural Woman” (e che ha subito le mani lunghe del prete -- più dettagli qui), e quella di Jennifer Hudson che ha cantato “Amazing Grace”. Stevie Wonder, Chaka Khan e Faith Hill tra gli artisti presenti. Membri del movimento per i diritti civili quali Jesse Jackson ed Al Sharpton, ed esponenti del mondo politico come Bill e Hillary Clinton, Eric Holder, ed il sindaco di Detroit Mike Duggan erano presenti. Nella sua eulogia della cantante, Clinton ha definito Franklin la “compositrice della sua canzone personale”, “la voce di una generazione, e forse la voce di un secolo”.  (New York Times)

Il ritorno di Louis C. K. dopo #MeToo
Dopo quasi un anno di assenza in seguito alle accuse di molestie sessuali che lo avevano coinvolto, il comico Louis C.K. è tornato ad esibirsi al Comedy Central di New York con un monologo di 15 minuti seguito da applausi e standing ovation del pubblico. Ma secondo alcuni commentatori tra cui la scrittrice femminista Roxane Gay, i mesi passati lontano dal palcoscenico non sarebbero abbastanza per “scontare” la pena commessa da C.K. (CNN)
 
Addio a Neil Simon, autore di “A Piedi Nudi Nel Parco”
Il regista e drammaturgo Neil Simon, celebre autore di capolavori della commedia come “A Piedi Nudi Nel Parco” e “La Strana Coppia,” si è spento lunedì scorso all'età di 91 anni al New York Presbyterian Hospital di Manhattan. All’apice della sua carriera, a cavallo tra il 1965 e il 1980, i suoi testi sono stati messi in scena circa 9.000 volte, un record assoluto in quella che molti considerano l'età dell’oro della commedia americana. (New York Times)

Cosa stiamo leggendo

Francesca
 
Il Village Voice chiude i battenti
L’iconico magazine newyorkese era il primo settimanale “alternativo” d’America (o “alt-weekly”, come si dice qui). Il Village Voice ha cessato ogni attività editoriale venerdì 31 agosto. Un anno fa, the Voice poneva fine alla sua edizione cartacea. Fondato nel 1955 da Dan Wold, Ed Fancher e Norman Mailer, il Village Voice ha vinto tre premi Pulitzer e si è distinto per un particolare stile di giornalismo culturale che ha influenzato molte altre testate in America e all’estero. Il New Yorker ne ripercorre la storia in un pezzo che vi consiglio. (The New Yorker)

 



Vittoria

Facebook e la diversità di pensiero
La scorsa settimana alcuni impiegati di Facebook hanno fatto circolare un post intitolato “Abbiamo un problema con la diversità di vedute politiche” che lamentava la scarsa tolleranza dei colleghi a opinioni che non siano “di sinistra.” Nonostante le proteste di altri impiegati che interpretano l'appello come “offensivo,” i dissidenti hanno fondato un gruppo chiamato “Facebookers for Political Diversity” che propone di rompere le barriere ideologiche all’interno della società di Menlo Park. (New York Times)

 

Le Autrici

Francesca - (1988) nata e cresciuta a Roma, vive a New York dal 2010. Lavora alla CNN, dove si occupa di produzione video per il programma di prima serata Erin Burnett OutFront e scrive per CNN.com e CNNMoney. Prima di approdare alla CNN ha lavorato in startup come Dataminr, dove Twitter viene usato per trovare breaking news in tempo reale. Francesca ha ottenuto un Master of Arts in giornalismo politico presso Columbia Journalism School, e ha studiato Comunicazione e Scienze di Governo alla LUISS. In Italia ha collaborato con RAI, Il Riformista (#RIP), The Post Internazionale, ed altre testate. Ama cucinare, mangiare, viaggiare, e cercare (invano) di insegnare l’italiano allo yankee con cui è sposata.

Twitter: @The_ItAlien

 


Vittoria - (1988), torinese, è approdata a New York nel 2016 per un Master alla Columbia Journalism School. Prima di attraversare l’Atlantico ha passato anni a Londra conseguendo un master in politiche pubbliche alla London School of Economics e lavorando come ricercatrice per il centro studi della società di consulenza Accenture. Dal 2014 ha affiancato il giornalismo alla ricerca con brevi esperienze presso la redazione de Il Sole 24 Ore a New York e nel dipartimento video del Financial Times a Londra. In una vita precedente ha lavorato come ricercatrice per una ONG in Ghana e per l’Asian Development Bank nelle Filippine occupandosi di sostenibilità ambientale e uguaglianza di genere. Vive a Brooklyn e scrive di cultura, ambiente, femminismo e diritti LGBT. I suoi articoli sono stati pubblicati da Atlas Obscura, Slate, Mother Jones, World Politics Review e BBC Travel.

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